Perché le province non saranno tagliate: Leghisti a salvaguardia degli sprechi
26 maggio 2010 | Di: Gianluca Enzo Buono
Ci attende una manovra finanziaria di lacrime e sangue, una finanziaria dove ciascuno non potra esimersi dal fare la propria parte per salvaguardare la nostra Italia e l’intero continente dal rischio di eguagliare la Grecia.
Tutti i partiti che vogliono considerarsi seri e responsabili, seppur di opposizione, non possono che in questi giorni fare la propria parte ed affrontare la grave situazione, assumendosi anche l’onere di approvare la manovra.
“Sarà una manovra che taglierà gli sprechi – aveva annunciato Tremonti – toccherà anche le province”. C’era da sperare che fosse la volta buona per l’abolizione di questi Enti, i dipendenti e le competenze sarebbero passati ad altri Enti ma di certo sarebbero stati risparmiati tanti denari. L’UDC nel programma elettorale 2008 si era dichiarata a favore dell’abolizione delle province, non potevo quindi che essere d’accordo con Tremonti.
Sono andato quindi a leggere i criteri tramite cui si sarebbe proceduto all’abolizione:
come primo criterio non si eliminano le province di regioni a Statuto Speciale, la competenza in questo caso è regionale.
Il secondo criterio prende invece in considerazione il numero degli abitanti, infatti vengono eliminate le province con meno di 220.000 abitanti. Il taglio già diventa davvero superficiale.
Ma il terzo criterio, originalissimo, rende tutto più evidente: non vengono eliminate le province che, anche se non si trovano in regioni a Statuto Speciale, anche se non arrivano a 220mila abitanti, confinano con un paese estero.
In questo modo vengono salvate province come Sondrio, Vercelli, Imperia, Verbania e Verbano-Cusio-Ossola, a forte presenza leghista. Che le province a confine abbiano competenze di ordine militare?
Verranno tagliate dieci province e guarda caso non sono quelle della Lega. Ciò nonostante Bossi non si fida e con Bergamo nel cuore dichiara: “o Provincia o Guerra Civile!”
Ultima notizia, pare che non se ne faccia nulla, Tremonti si scusa, era una boutade.
I leghisti non potendo realizzare il federalismo, semplicemente perché farebbe aumentare i centri di spesa, in parole povere costa e pure molto, salvaguardano le poltrone che hanno ed a quanto pare ci riescono pure bene. Tosi e Cota sono nuovamente in tv con i loro freschi volti.
Gianluca Enzo Buono



4 Responses to Perché le province non saranno tagliate: Leghisti a salvaguardia degli sprechi
CRITERI ORIGINALI DI ABOLIZIONE DELLE PROVINCE. « Estremo Centro Lazio
13 giugno 2010 alle 20:54
[...] confinano con un paese estero. Con questo sistema del tutto originale si salvano province come Sondrio, Vercelli, Imperia, Verbania, e Verbano-Cusio-Ossola a forte presenza leghista. Mi viene una domanda, ma da quando le province fanno politica estera? [...]
Province italiane « Estremo Centro Basilicata – Politica e società
16 giugno 2010 alle 22:02
[...] Centro Lazio, che vi consiglio di leggere. Vi indico anche, come lettura, le considerazione di Gianluca Enzo Buono, su Estremo Centro Toscana, che vi indica il perché dell’impossibilità di eliminare le province. E poi diciamocelo [...]
I Fantastici quattro e gli sprechi in salsa leghista « Estremo Centro Sicilia
19 giugno 2010 alle 13:58
[...] Noi di Estremo Centro, grazie alle ottime analisi di Antonio Di Matteo, di Andrea Ugolini e di Gianluca Enzo Buono, queste domande ce le siamo poste e abbiamo anche cercato delle risposte, vi consiglio di leggerle [...]
Accorpare i piccoli comuni. Efficienza Vs campanilismo « Estremo Centro Puglia
27 giugno 2010 alle 07:41
[...] l’annuncio in pompa magna dell’eliminazione di tutte le province, poi, in seguito alle prime reazioni negative della Lega (ancorata molto più di quel che vuol far credere alle poltrone e alle logiche clientelari) le [...]