Il nuovo Granduca di Toscana, il Sindaco Renzi: mecenatismo o turismo?

30 luglio 2011 | Di: Lorenzo Mazzei

Negli ultimi giorni si è fatta sempre più insistente una voce secondo cui il sindaco Renzi avrebbe intenzione di completare la facciata di San Lorenzo riprendendo progetto di Michelangelo del 1515 e mai realizzato per mancanza di fondi. Siamo sicuri che questa sia una mossa giusta? Siamo sicuri che il sindaco Renzi non voglia utilizzare la chiesa di San Lorenzo come nuovo polo turistico?

Firenze è una città ricca di arte soprattutto creata dal periodo rinascimentale. Al suo interno però troviamo già numerosi falsi storici, alcuni famosi altri meno. Il falso storico più eclatante è sicuramente quello del duomo che, forse pochi sapranno, non è originale ma risale alla seconda metà del 1800. Infatti fino a quel momento la facciata del Duomo di Firenze rimase spoglia, molto simile a quella di San Lorenzo stessa. Nel 1871 però la città di Firenze bandì un nuovo concorso e a vincere fu il progetto di Emilio de Fabbris che presentò un progetto gotico trecentesco, riprendendo appunto il linguaggio architettonico dell’epoca della costruzione del corpo basilicale. I lavori iniziarono nel 1876 e furono completati da L. Del Moro nel 1887, 16 anni dopo, non senza numerosi problemi.

Un altro falso storico importante è quello relativo alla facciata di Santa Croce, su progetto di uno dei geni dell’architettura, quale Arnolfo di Cambio verso la fine del 1300. Anch’essa infatti rimase incompiuta e per molti secoli assomigliava molto a quella che ancora oggi si vede a San Lorenzo. La facciata odierna fu realizzata tra il 1853 e il 1863 su progetto dell’architetto Niccolò Matas che si ispirò alle grandi cattedrali gotiche toscane. Il risultato non fu eccellente e le critiche furono molto aspre, soprattutto per la presenza di simboli non prettamente cristiani come la stella di Davide inserita nel timpano della facciata.

Questi tuttavia non sono gli unici falsi storici presenti a Firenze, ma sono sicuramente tra i più importanti ed è in questo contesto che si colloca la Chiesa di San Lorenzo di Firenze essendo l’ultima grande chiesa senza una facciata importante. Tuttavia ci sono molti dubbi sulla realizzazione di un’opera così importante. Primo fra tutti il fatto che il progetto sia stato fatto da un puro genio come Michelangelo non deve condizionare la scelta, in quanto fare una facciata ora non è come averla costruita nel 1500, anno dell’elaborazione del progetto michelangiolesco.

500 anni fa infatti c’erano scalpellini e operai specializzati che conoscevano a menadito il loro lavoro; sapevano come lavorare la pietra, come usare lo scalpellino, mentre adesso non è rimasto nessuno che conosca tale tecnologia. Adesso si usa il laser, si usano le macchine ma il risultato, per altro ottimo, che forniscono non è assolutamente lo stesso di quello che avrebbe fornito uno scalpellino umano. Inoltre ogni epoca ha un suo linguaggio ed un suo stile. I greci costruivano in un certo modo, i romani costruivano in un loro modo usando un loro linguaggio significativo. Per le loro costruzioni usavano volte e archi a tutto sesto che divennero uno dei marchi che contraddistingueva la loro architettura. Nel periodo medievale poi si è espanso il gotico che ha trasformato gli archi a tutto sesto in archi a tutto sesto, permettendo un’architettura completamente diversa, sviluppata in altezza e che permise di usare la luce in un altro modo rispetto a come facevano i romani. Le chiese romaniche sono chiese buie, in cui è l’ombra, è l’oscurità che ha il ruolo maggiore. Contrariamente le chiese gotiche sono chiese improntate sulla luce, intesa come segno e simbolo divino.

Adesso invece siamo in un periodo storico in cui la pietra è stata messa da parte per tanti motivi, sia tecnici/tecnologici che economici. Adesso abbiamo un altro stile che contraddistingue la nostra epoca e la nostra generazione. Non usiamo più gli archi né la pietra e ovviamente i costruttori, i muratori si sono adeguati e per ovvie ragioni non conoscono più il mestiere di un muratore del 1500 né tanto meno sanno utilizzare lo scalpellino.

 Inoltre creando una faccia ora, nel 2011, si verrebbe a modificare un’idea collettiva che si ha della chiesa di San Lorenzo di Firenze. Fin dalla sua costruzione infatti la facciata è rimasta non finita e la popolazione fiorentina si è abituata a tale struttura architettonica. Pensare di cambiare una facciata, solo perché il progetto è di Michelangelo mi sembra una vera assurdità.

Renzi però governa a Firenze, culla del rinascimento ma soprattutto terra dei Granduca, spesso associati all’idea di mecenatismo. Ultimamente sta godendo di molta notorietà nazionale e forse il successo sta dando un po’ alla testa. Infatti rifare un progetto ambizioso ma al tempo stesso anacronistico non sembra essere una mossa vincente. A meno che, l’idea di riprendere in mano il progetto di Michelangelo non abbia secondi fini.

In questo caso l’idea di aggiungere un ulteriore falso storico, ad una città in cui già ne sono presenti diversi, potrebbe esser utilizzata a scopi turistici ma non solo. Realizzare un progetto di Michelangelo farebbe molto clamore e sicuramente accenderebbe molte luci nazionali e internazionali sulla città di Firenze e tutto ciò si potrebbe convertire in nuovi introiti monetari.

Siamo però sicuri che tutto questo sia un bene per la città di Firenze? Non bisognerebbe accorgersi che l’età della pietra, degli scalpellini e delle centine è finita da qualche secolo? Il passato è passato, va rispettato ma soprattutto va studiato ma al tempo stesso bisogna ricordarsi che siamo negli anni 2000, che la nostra epoca ha un linguaggio ben determinato che trasmette sensazioni a volte opposte rispetto a quelle che venivano suscitate nel 1500.

La parola adesso passerà ai fiorentini, i quali attraverso un referendum dovranno dire la loro opinione su questo progetto, nella speranza che possano prendere la decisione migliore, ovvero lasciare tutto così com’è. 

In: Cultura, Arte e Storia



1 Response to Il nuovo Granduca di Toscana, il Sindaco Renzi: mecenatismo o turismo?

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Maria Pina Cuccaru

30 luglio 2011 alle 17:02

Io penso che le opere antiche non vadano toccate: belle o brutte, perfette o incompiute hanno sempre qualcosa da raccontare… Ritoccarle sarebbe tappare loro la bocca

Pier Ferdinando Casini

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